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Transformare la cultura organizzativa con il coaching

Tre sfide cruciali che ogni organizzazione in questi ultimi anni sta affrontando.

Ci sono tre sfide cruciali che ogni organizzazione in questi ultimi anni sta affrontando e non sempre si ha la consapevolezza che ognuna di queste sfide richiede una mentalità o delle qualità che sono scarsamente presenti nel mondo corporate oggi:

Sfida Mentalità o capacità richieste

1. Innovare, rimanere “ahead of the game”

Dare a se stessi e agli altri il permesso di fare errori e di apprendere da essi, rendere le persone empowered

2. Anticipare, governare il cambiamento

Saper reinventare continuamente la propria organizzazione e il proprio business senza aspettare che circostanze esterne impongano il cambiamento

3. Resilienza o Velocità nel rispondere all’inaspettato

Calibrare il proprio sistema di navigazione interiore e ritrovare il proprio centro anche in situazioni ambigue, di crisi, di incertezza.

 

Spesso le aziende (e i loro consulenti) creano delle iniziative per preparare le proprie organizzazioni ad affrontare queste sfide, a volte con grosso dispendio di mezzi, magari invitando speaker famosi ad ispirare le persone oppure facendo fare loro esperienze di giochi, costruzioni, metafore. L’intervento, però, è soltanto di facciata, cioè coinvolge le persone a livello cognitivo, emozionale e – forse - a livello comportamentale. Un vero cambiamento profondo nel modo in cui le persone e i leader vedono se stessi e rispondono ad eventi e circostanze non avviene e, finito l’entusiasmo per l’evento, tutto torna come prima. I comportamenti organizzativi sono guidati da driver non sempre visibili e se si opera solo sulla parte visibile, come normalmente accade nella maggior parte degli interventi di cambiamento, l’effetto sarà minimo e il cambiamento solo temporaneo. Utilizzo spesso la metafora dell’iceberg per descrivere la parte visibile e non visibile di una organizzazione. Al di sopra della linea dell’acqua troviamo a livello individuale i comportamenti delle singole persone, a livello organizzativo i sistemi e i rituali collettivi. Sotto la linea dell’acqua, invece, a livello individuale i mindset, che sono i driver dei comportamenti umani (emozioni, pensieri, valori, bisogni soddisfatti o meno e paure) e a livello organizzativo gli elementi della cultura. I mindset individuali delle persone in posizione di autorità e in particolare la legacy degli ex leader, crea valori e comportamenti che si riflettono nella cultura e nei comportamenti organizzativi.

Comportamenti_individuali_e_collettivi

Normalmente i mindset sono generati dai nostri bisogni, siano stati soddisfatti o meno nella nostra infanza.

Per fare un esempio, il bisogno di espressione autonoma che ogni bambino ha quando viene al mondo, assieme ai bisogni di amore, sicurezza e varietà, nella mia esperienza personale non è stato soddisfatto appieno.

La mia famiglia controllava ogni cosa facessi e raramemente potevo sperimentare, se non nei confini che mia madre tratteggiava con precisione. Ciò a cui ho iniziato a dare valore, appena ho potuto permettermelo, è stata l’indipendenza, ed un mindset che ho sviluppato è “Voglio sempre sentirmi libera di decidere”.

Questo mindset ha informato, anche inconsapevolmente, moltissime decisioni che ho preso nella vita e i miei comportamenti. Ancora oggi influisce sul modo in cui gestisco la mia società.

Quando facciamo dei diagnostici culturali i valori e comportamenti limitanti che appaiono più spesso sono: micro management, silos, burocrazia, controllo, mancanza di accountability, scaricabarile, sfiducia, individualismo, manipolazione, conformità, compiacenza.

Dietro ad ognuno di questi valori e comportamenti si nascondono paure – conscie o inconscie – di non vedere i propri bisogni soddisfatti. Possiamo anche creare un parallelo tra i comportamenti limitanti, le paure e i primi tre livelli dei bisogni umani sottesi utilizzando il classico modello di Maslow.

 

valori_e_comportamenti_limitanti

 

In periodi di estrema incertezza e confusione, come gli anni che stiamo vivendo, le paure di non vedere i propri bisogni soddisfatti prendono il sopravvento come driver dei comportamenti e delle decisioni che prendiamo, ed influenzano quindi anche il risultato in termini di comportamenti collettivi e cultura organizzativa. Queste paure, se non affrontate a livello profondo da ogni leader o manager, se non trasformate attraverso un processo di auto consapevolezza e responsabilità personale, sono le vere barriere al successo organizzativo.

Per disinnescare il potere di influenza disfunzionale delle paure sui comportamenti di leader e manager e per permettere loro di espandere la propria coscienza e le proprie competenze, è necessario invitarli ad affrontare un viaggio di autoconsapevolezza, alla scoperta dei propri meccanismi e dell’origine delle proprie ideologie e mindset, per poi assumere piena responsabilità della realtà che ognuno di loro crea per se stesso - filtrata dalle proprie esperienze passate – per poi trasformarla. Affrontare le paure dei primi tre livelli dei bisogni umani permette un accesso alla autorealizzazione che porta con se creatività, vitalità, autenticità, senso di significato. 

Questo è il viaggio che il coaching permette di fare alle persone e alle organizzazioni: liberare il potenziale e sviluppare leadership consapevole attraverso auto consapevolezza e responsabilità personale.

 

 

GiovannaS

 

Giovanna D'Alessio, MCC, founder & Managing Director of Life Coach Lab Srl